Header.jpg

L'ultimo braccio della vetrina B, nel terzo settore di esposizione, raccoglie il materiale degli scavi archeologici condotti a Brucato dalla Missione dell'École des Hautes Études en Sciences Sociales, diretta da Jean-Marie Pesez, e finanziata dall'École Française de Rome, in accordo con la Soprintendenza Archeologica di Palermo.
Il sito, chiamato Brucato già nel Medioevo, si trova ad Est di Termini Imerese, ai piedi del Monte S. Calogero, e precisamente sulla sommità della collina denominata Castellaccio-Mura Pregne (I.G.M. Foglio 250 I NO, M. S. Calogero). Il luogo è stato purtroppo lungamente disturbato da un'estesa cava di pietra, che ha eroso la collina del Castellaccio e inghiottito buona parte della località Mura Pregne.
La toponomastica suggerisce che il nome possa essere di origine araba (Abū Ruqqād), mentre le vicende desunte dalle carte d'archivio sulla Brucato di età normanna segnalano la presenza di un feudatario e di un artigiano che conservavano il cognome toponomastico (Roberto de Brucato nel 1094 e Giovanni de Brucato nel 1156). La colletta del 1277 impose a Brucato il pagamento a re Carlo d'Angiò di una modesta somma corrispondente alla capacità contributiva di una cinquantina di abitanti, ma poco dopo, la colletta del 1282, assicura che gli abitanti erano già raddoppiati. La Brucato della prima metà del 1300 è ricordata nei documenti d'archivio per i suoi due preti officianti, ma non per il suo notaio; sappiamo infatti che un notaio di Polizzi era costretto a spostarsi a Brucato quando la popolazione rurale esigeva la sua presenza per stilare in forma ufficiale e solenne dei contratti di compravendita. Le cronache dell'epoca narrano infine che nel 1338, durante la prosecuzione della guerra tra aragonesi e angioini successiva ai fatti del Vespro, le truppe angioine e i fuorusciti siciliani venuti da Napoli per desolare le campagne dell'isola, si asserragliarono a Brucato e si trattennero in questo villaggio per la sua posizione facilmente difendibile. Una delle fonti relative alla distruzione di Brucato lascia intendere che, dopo l'assedio e la partenza degli angioini, le truppe siciliane e aragonesi allontanarono la popolazione dal villaggio e distrussero tutte le abitazioni e le difese affinché i nemici non vi tornassero.
Quattro campagne di scavo condotte tra il 1971 ed il 1975 sull'altopiano del Castellaccio riportarono in luce numerose abitazioni costruite in pietra e terra, col tetto ricoperto di tegole e col piano di calpestio in terra battuta. Ognuna delle case di Brucato si componeva di uno o due ambienti comunicanti, e nell'angolo più vicino all'ingresso era un focolare leggermente sopraelevato dal suolo costruito con pietre e tegole. La conferma dell'occupazione e della successiva totale distruzione di Brucato si ebbe dal rinvenimento di numerose punte di freccia, quadrelle di balestra e proiettili di pietra sul suolo delle strade del villaggio, nonché da un abbondante numero di denari dei re aragonesi di Sicilia, dei re angioini di Napoli e da un quartaro di Genova.
Inoltre, le indagini stratigrafiche consentirono di recuperare vari oggetti domestici, tali da permettere la ricostruzione delle attività quotidiane all'interno di  ciascuna dimora di Brucato. Sulla base dei rinvenimenti, si è potuto accertare che una zona dell'abitazione era destinata alla conservazione delle derrate alimentari; un'altra zona, quella del focolare, serviva per la cottura degli alimenti, giacché si rinvennero sul posto pentole e tegami in frammenti; un altro settore ha restituito i resti dei pasti e diverse suppellettili da mensa. Non mancavano inoltre zone riservate alle attività artigianali, all'agricoltura e all'allevamento, testimoniate dalla presenza di strumenti metallici, falci e campanacci. Nella parte più riservata della casa è stato identificato il settore destinato al riposo notturno.
Una scelta di ceramiche e oggetti di metallo rinvenuti nei vari livelli di occupazione della Brucato medioevale sono esposti in questo braccio della vetrina B: alcuni boccali, pressoché integri; altre ceramiche, parzialmente ricostruite; qualche brocca, alla scoperta ancora piena di provviste di grano; suppellettili e riserve, non asportate durante l'abbandono del villaggio, oggi per noi testimonianze della vita materiale di Brucato.

JSN Decor is designed by JoomlaShine.com