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I reperti esposti nelle vetrine 36-40 e nella corrispondente zona della vetrina B provengono da un lembo della necropoli che si estende a Sud-Ovest dell'antico phrourion di Kephaloidion.
Il centro è nominato per la prima volta, solo incidentalmente da Diodoro (XIV 56,2) per l'alleanza stipulata nel 396 a.C, con il generale cartaginese Imilcone. Le più antiche vestigia della città non sono databili, d'altronde, che a partire dalla fine del V sec. a.C.: tra queste le mura di fortificazione, tutt'intorno all'attuale centro storico, e le strutture di primo impianto venute alla luce.
L'esplorazione della necropoli è iniziata nel 1976 e continua tuttora. Nel corso delle ricerche, svoltesi in un'area non molto estesa, proprio al centro della zona di espansione edilizia, sono stati portati in luce oltre trecento seppellimenti distribuiti in quattro-cinque strati sovrapposti senza soluzione di continuità.
Negli strati più recenti (I e II) sono segnacoli monumentali (epitymbia), di una ricca e varia tipologia, costruiti al di sopra di fosse ad incinerazione in piena terra. In quelli inferiori si riscontra l'adozione simultanea di inumazioni in piena terra e di incinerazioni in anfore, alcune di tipo punico (vetrina B).
I corredi consentono di fissare i termini cronologici dal IV sec. a.C. al I sec. d.C. Tra i reperti, particolarmente notevoli le terracotte figurate che presentano una varietà di tipi, dalle consuete figurette femminili, alle vivacissime rappresentazioni di personaggi comico-realistici, ad alcuni oggetti anomali. Segnaliamo: la bella tanagrina esposta nella vetrina 38, l'attore comico dalla Tomba 41 (vetr. 37), la grande figura di Socrate-sileno ed i clipei fittili con teste femminili dalla Dep. 226 (vetr. 38), un pestello a testa di cane (vetr. 39) e uno splendido bruciaprofumi (?) a forma di fiore (vetr. 40).
Tra le ceramiche segnaliamo, a parte i consueti e ricorrenti unguentari e piatti a vernice nera, due lekanai a figure rosse (vetr. 36) una della cerchia del "Pittore di Lipari" e l'altra (Dep. 196) del "Gruppo dell'Etna" (330-300 a.C.), nonché un cratere a colonnette (Dep. 201, vetr. B) della prima metà del IV sec. a.C.
Tra i vasi configurati, infine, un askos a forma di protome taurina (Tomba 153, vetr. 39) e una vivacissima raffigurazione, a tutto tondo, di Herakles in lotta con il leone (Dep. 76, vetr. 36).

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