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Iniziata intorno al 550-530 a.C., l'attività della zecca di Himera offre uno sviluppo cadenzato e costante fino alla distruzione del 409. La prima fase, che presenta i caratteri arcaici propri delle monetazioni della seconda metà del VI secolo, è caratterizzata dall'emissione della dracma e di valori frazionari paralleli. Il secondo momento della monetazione di Himera coincide con il periodo dell'egemonia agrigentina sulla città, egemonia che determina un cambiamento ponderale e tipologico in conseguenza dell'adozione del sistema euboico-attico che dà luogo ad emissioni di didrammi e di dracme.

Diffusesi intorno al 483 a.C., queste emissioni continuano fino al 472.A partire da questi anni Himera, come Agrigento e le altre grandi poleis siceliote, dà inizio anch'essa ad una ricca e rappresentativa emissione di tetradrammi, in coincidenza con la trasformazione del regime politico da tirannico a democratico e con l'inserimento della città nell'orbita dell'influenza siracusana.
Parallelamente ai tetradrammi si sviluppa una serie di emissioni frazionarie, tagliate nel sistema "indigeno" della litra, le quali si caratterizzano per una tipologia tutta particolare che non trova riscontri nel repertorio siceliota: la protome di uno strano essere composito dalle grandi ali ricurve, tra l'androprosopo ed il teriomorfo.
La zecca di Himera ha prodotto anche una ricca monetazione di bronzo che nella fase più antica presenta cinque valori: lo hemilitron, il pentonkion, il tetras, il trias, lo hexas, contrassegnati dal gorgoneion al dritto e dal segno di valore espresso in un numero corrispondente di globetti, al rovescio.
La circolazione della moneta imerea, circoscritta nella fase arcaica, a partire dal terzo venticinquennio del V secolo presenta un largo raggio di diffusione e di tesaurizzazione con prevalenza nella parte occidentale della Sicilia.

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