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Fin dal momento della sua costituzione, durante l'ultimo quarto del VII sec. a.C., l'abitato arcaico si estese sia sull'intero pianoro della città alta, sia nella pianura in basso, in un'area abbastanza ampia, i cui esatti limiti sono tuttavia ancora da precisare.
Lo stato frammentario delle strutture arcaiche rinvenute impedisce di comprendere chiaramente come si organizzassero le abitazioni. Vi è qualche indizio di suddivisione in due vani o meglio di ambienti adiacenti allineati, che è probabile si aprissero su aree libere, che fungevano da zone di lavoro e di servizio. Dapprima gli, edifici furono costruiti impiegando ciottoli allo stato naturale; in seguito (dalla metà del VI sec. a.C. in poi) si utilizzarono ciottoli sbozzati di maggiori dimensioni. Su di essi era impostato un elevato di mattoni cotti al sole, mentre la copertura degli edifici più antichi era realizzata in legno e paglia senza uso di tegoli.
Tutte le strutture arcaiche hanno uguale orientamento (NE-SO e NO-SE), fatto che fa supporre l'esistenza di un piano regolatore, il cui carattere principale era lo sfruttamento non intensivo del suolo e una occupazione rada, con ampi spazi lasciati a verde.

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